La mia storia, i miei progetti.

La mia storia di oggi comincia con un amore. Per mio nonno Federico, artista poliedrico. Grazie a lui ho iniziato a suonare pianoforte da bambina e a nutrirmi d’arte. Poi, guidata da un padre dedito al lavoro e da una madre montessoriana, ho affrontato con stakanovismo e curiosità tutti i miei studi e la mia formazione da musicista.

Gli anni della Musica.

Sono diventata pianista con una inesauribile voglia di ampliare le mie competenze artistiche e nutrire il mio desiderio di creatività. Per questo ho deciso di non interrompere mai la mia formazione, approfondendo la composizione e la didattica della musica. Da subito mi sono aperta al mondo dello spettacolo, cercando di rendere easy e smart il repertorio cosiddetto “classico”. E così, dal 2004 al 2017 ho realizzato opere teatral-musicali: La favola del Principe Schiaccianoci su musiche di Ciaikovskij, Pierino e il lupo su quelle di Prokovief, La storia di Carmen sulle note di Bizet, Hansel und Gretel su quelle di Humperdick, I Sacerdoti del Cerchio Solare su quelle del Flauto Magico di Mozart. Per tutte ho curato la trascrizione musicale, il testo, la resa scenica e la regia. Per loro ho concepito uno stile creativo molto personale, aperto all’espressione multilinguistica per dar vita a una musica nuova, dedicata soprattutto ai giovani. Sì, proprio così, una musica aperta a tutti, in cui la matrice accademica si è stemperata in una creatività coinvolgente e contagiosa.

Gli inizi della Musicoterapia.

Alla mia formazione accademica ho aggiunto l’interesse per la relazione d’aiuto. Parallelamente al Conservatorio, ho studiato Musicoterapia a Napoli e ho concluso il mio percorso specialistico triennale con una tesi dedicata alla Malattia di Alzheimer. Poi mi sono perfezionata a Buenos Aires presso la Fondazione del Professor Benenzon, diventando nel 2008 Magister e Supervisore del Modello Benenzon.

Oggi, e da quindici anni, sono direttore di corsi di formazione in Musicoterapia, opero come formatore della disciplina, docente in master in conservatorio, docente in ECM per il Ministero della Sanità. Tante le mie partecipazioni a convegni nazionali e internazionali. Lavoro presso l’ASL di Salerno sia in Salute Mentale che in Neuropsichiatria infantile.

La follia e la fragilità sono i mondi con i quali mi confronto e mi arricchisco progettando percorsi musicoterapici, cercando strade per scalfire il limite, entrare nella sofferenza e trasformarla in possibilità di vita. Creo, oltre il setting, contenitori espressivi dove i pazienti diventano protagonisti, e calcano scene fatte di vita e non solo di dolore. Da questa cifra distintiva, nei miei anni di lavoro in Salute mentale all’ASL di Napoli (dal 2003 al 2005) e all’ASL di Salerno (dal 2006 ad oggi) sono nate tutte le opere e le iniziative che puoi leggere nelle NOTE* in calce a questo racconto di me.

PERCORSI DI PREVENZIO

I miei progetti con SCISAR.

Nel 2004 ho fondato SCISAR (Istituto per la diffusione dell’Arte e della Scienza) per costruire percorsi significativi con la Musica e la Musicoterapia. Dal 2010, essendo la direttrice di SCISAR, implemento in strutture riabilitative – Giffas di Napoli, ANFFAS Onlus, RSA di Madonna dell’Arco, La Pinetina di Castelvolturno- e in Associazioni di Familiari e di Service Sociale -L’Aliante Castellammare, Genitori Autismo Ischia ONLUS, Rotary Salerno e Rotary Palmi – percorsi di musicoterapia e di arteterapia con tangibili risultati clinici. In molti spazi di cura il mio lavoro s-confina dalla clinica alla creatività, dando vita a produzioni tematiche. Sono infatti Art Director di tre Compagnie pluriespressive dove il suono, la voce e il movimento si trasformano in costrutti scenici per eventi che richiamano l’attenzione di pubblico e di critica. Da questa mia ulteriore cifra distintiva, nei miei anni di lavoro in ri-abilitazione sono nate dal 2010 ad oggi tutte le opere e le iniziative che puoi leggere nelle NOTE** in calce a questo racconto di me.

Oltre la musica e la musicoterapia.

Ancora (ahimè per te che leggi!) mi piace dire che mi occupo di formazione della Persona, proponendo nelle Scuole un’educazione all’Arte intesa come educazione al Bello, ispirandomi ai concetti freudiani di crescita estetica e ideando percorsi didattici e open space all’insegna dello sviluppo dell’intelligenza emotiva. La formazione, la terapia e la didattica sono ambiti in cui ho speso tante energie per costruire ponti con l’esterno, oserei dire tanta tanta fatica. Oggi, forte di ciò che ho realizzato e delle valide collaborazioni, sento il bisogno di stare negli spazi di SCISAR con intimità, di viverli con i nostri pazienti e di rifugiarmi in un pensiero di speranza per l’Arte.

I miei pensieri, i gesti quotidiani.

Oggi, quando sono sola in SCISAR mi ritrovo a parlare con gli strumenti, li ordino, li sistemo, li tocco, li scopro diversi ogni volta. A loro, che ho sempre definito compagni di viaggio, confido le speranze di cambiamento che coltivo per i miei pazienti. A loro, che oggi definisco interlocutori segreti del mio sogno di “comunità”, confido i progetti che prendono forma nel mio pensiero. A loro, che rispetto come oggetti sacri, racconto la mia inquietudine e il desiderio di una società più dedita all’incontro con l’Arte.

PERCORSI DI PREVENZIO

Il mio sguardo al passato e al futuro.

Ora, rileggendo la mia storia, dico Grazie a chi mi ha sempre sostenuto e ha lavorato con me, credendoci: mio marito Giuseppe Sanges neurologo, Lucio Grimaldi pianista, Riccardo Mancusi psichiatra, Ilaria Morelli musicoterapista, Tiziana Petrosino sociologa, Enrico Viggiano psichiatra, Angelo Cerracchio neurologo, Francesco Manna percussionista, Rosa Fontanella attrice, Mariangela Salvati stilista, Domenico Orsini attore, Anna Maria Corposanto writing coach, Valentina Baruffo coreografa, Rolando Esposito paziente e pianista, mia figlia Maria Elena Sanges… la piccola e saggia violinista che mi aiuta a vedere oltre, con le sue intuizioni e il suo amore.

Carolina Carpentieri

NOTE

* Le mie opere dal 2003 al 2005: Da un incontro con Claude Debussy: acque, suoni e voci per preludi di sogno (dedicata alla Dea Natura), Da un incontro con Robert Schumann: passi, parole e musiche per maschere in ascolto (dedicata alla maschera e alla personalità), Da un incontro con Modest Musorgskij: scene di un’introspezione da quadri di un’esposizione (dedicata alle emozioni), Fattore di Fragilità o Quoziente di Qualità? (dedicato all’Identità). Dal mio lavoro in équipe d’arteterapia nell’ASL di Salerno con Rosa Fontanella e Mariangela Salvati sono nati contributi espressivo-musicali in contesti teatrali quali Dov’è la mia casa (storie dopo il manicomio), Le stanze della mente (museo virtuale per artisti folli: R. Schumann, A. Artaud, V. Wolf. V. van Gogh, J-M. Basquiat, A. Corbaz), Terra di sguardi.

** L’Arco dei Suoni del Giffas è andato in scena con opere espressive quali Il Viaggio, Musichedlia, Mani senza parola. Le Ali del Sé dell’Aliante invece si è imposto al pubblico con la trilogia Anime sinfoniche, Anime ritmiche, Anime melodiche e I racconti del Tempo. MUDARTECA di SCISAR ha prodotto Viva la Vida (opera dedicata a Frida Kahlo) realizzata per Napoli Teatro Festival 2019 nel Conservatorio di Avellino; Sconfinare ad arte in collaborazione con l’Aliante e Automec Service; Music is life! al Castello Aragonese di Agropoli, evento in cui SCISAR ha ricevuto il Premio “Eccellenze creative 2019”.